Assisto acquirenti e venditori in tutte le fasi della compravendita immobiliare: dalla due diligence preliminare - verifica urbanistica, catastale ed ipotecaria- fino alla stipula dell'atto definitivo. Mi occupo di redazione e revisione di contratti preliminari, proposte, locazioni, comodati e leasing immobiliari, gestendo anche le fasi di contenzioso per vizi costruttivi, difetti della cosa venduta e inadempimenti contrattuali. Opero nella provincia di Venezia e Treviso.
Informazioni generali
L'avvocato Daniela Lombardo, con studio in Meolo (VE) opera nella provincia di Venezia e Treviso, si occupa di diritto immobiliare-contratti, diritto condominiale, successioni e diritto di famiglia, assistendo privati e imprese. Il suo approccio è diretto ed orientato alla soluzione concreta: ogni caso viene affrontato con attenzione alle esigenze reali del cliente. Lo studio è punto di riferimento per chi affronta una compravendita immobiliare, deve gestire una successione, ha una controversia condominiale o affronta una separazione. Aree Meolo-San Dona' di Piave-Musile- Noventa di Piave- Eraclea- Fossalta- Roncade-Treviso.
Esperienza
Assisto privati nella gestione di successioni semplici e complesse, incluse quelle con più eredi e immobili coinvolti. Mi occupo di dichiarazione di successione, accettazione con beneficio d'inventario, rinuncia all'eredità e divisione ereditaria stragiudiziale e giudiziale. Particolare attenzione è riservata ai casi in cui l'eredità comprende beni immobili con irregolarità urbanistiche e catastali da sanare prima della vendita, e alle successioni con più eredi in disaccordo, dove privilegio sempre la soluzione stragiudiziale per preservare i rapporti e ridurre i costi.
Assisto condomini, proprietari ed amministratori in controversie condominiali, impugnazione di delibere assembleari, ripartizione delle spese e recupero degli oneri condominiali insoluti nella provincia di Venezia e Treviso. Gestisco controversie tra confinanti relative a servitù, distanze e diritti di veduta, gestione dei rapporti tra proprietari e inquilini in matrie di spese, assistenza nella redazione e modifica dei regolamenti condominiali. Privilegio sempre la soluzione stragiudiziale per preservare i rapporti di vicinato e ridurre i costi, intervenendo in sede giudiziale quando necessario.
Altre categorie
Diritto di famiglia, Contratti, Diritto civile, Recupero crediti, Unioni civili, Separazione, Divorzio, Matrimonio, Pignoramento, Edilizia ed urbanistica, Locazioni, Sfratto, Tutela del consumatore, Risarcimento danni, Malasanità e responsabilità medica, Tutela degli anziani, Mediazione, Negoziazione assistita.
Credenziali
Comprare casa a San Donà di Piave e nel Veneto orientale: la guida legale per acquirenti
Pubblicato su IUSTLABIl mercato immobiliare del Veneto Orientale — San Donà di Piave, Jesolo, Musile di Piave, Noventa di Piave, Meolo e comuni limitrofi — è in continua evoluzione. Acquistare casa in questa zona significa muoversi in un territorio con caratteristiche specifiche: immobili spesso di costruzione anni '70-'90, terreni agricoli trasformati in edificabili, abitazioni con storia successoria complessa. Conoscere i rischi tipici di quest'area può fare la differenza tra un acquisto sereno e anni di problemi. Le irregolarità edilizie più frequenti nel Veneto Orientale Nella provincia di Venezia e Treviso è comune trovare immobili con piccole difformità rispetto ai titoli edilizi depositati in comune: verande chiuse, soppalchi aggiunti, modifiche interne non autorizzate. Queste irregolarità non sempre emergono da una semplice visura catastale — richiedono una verifica specifica presso il comune competente. Prima di firmare il preliminare è fondamentale accertarsi che lo stato di fatto corrisponda ai titoli edilizi depositati. Il problema delle successioni incomplete Molte abitazioni nel Veneto Orientale hanno passato di mano attraverso successioni non completamente regolarizzate — dichiarazioni di successione presentate ma volture catastali non eseguite, oppure eredi che hanno venduto senza che tutti i coeredi avessero accettato formalmente l'eredità. Acquistare un immobile con queste problematiche espone a rischi seri, che possono emergere anche anni dopo il rogito. Il ruolo dell'avvocato nella compravendita locale A differenza di quanto avviene nelle grandi città, nel Veneto Orientale molte compravendite avvengono tramite piccole agenzie locali o direttamente tra privati, spesso senza un'adeguata verifica legale preliminare. Un controllo legale prima del compromesso — verifica urbanistica, catastale, ipotecaria e successoria — costa molto meno di una controversia successiva e protegge l'acquirente da rischi che il notaio non è tenuto a verificare. Cosa verificare prima di firmare Prima di sottoscrivere qualsiasi proposta o preliminare nella provincia di Venezia e Treviso è consigliabile verificare: la conformità urbanistica e catastale dell'immobile, l'assenza di ipoteche o trascrizioni pregiudizievoli, la regolarità della catena dei passaggi di proprietà, lo stato dei rapporti condominiali se l'immobile fa parte di un condominio. L'Avv. Daniela Lombardo assiste acquirenti e venditori in tutte le fasi della compravendita immobiliare nella provincia di Venezia e Treviso, con particolare presenza nell'area di San Donà di Piave, Jesolo, Meolo e comuni limitrofi.
Successioni a Venezia e Treviso: come gestire un'eredità con immobili nel Veneto
Pubblicato su IUSTLABGestire una successione nel Veneto è spesso più complesso di quanto si pensi, soprattutto quando l'eredità comprende immobili. La provincia di Venezia e quella di Treviso presentano caratteristiche specifiche che rendono necessaria una gestione attenta: terreni agricoli con vincoli, immobili in zona lagunare, proprietà con storia successoria lunga e spesso irregolare. Il patrimonio immobiliare tipico delle famiglie venete Nelle famiglie del Veneto Orientale è comune trovare eredità che comprendono più immobili — casa di abitazione, terreni agricoli, capannoni artigianali, garage e pertinenze. Spesso questi beni hanno cambiato destinazione d'uso nel tempo o presentano difformità edilizie accumulate negli anni. Prima di procedere con la divisione ereditaria è fondamentale fare una verifica completa di ogni immobile. Eredi che non trovano accordo: cosa succede Nelle successioni con più eredi — situazione molto comune nelle famiglie numerose tipiche del Veneto — il disaccordo sulla gestione o vendita degli immobili è frequente. Quando gli eredi non trovano un'intesa, esistono due strade: la divisione stragiudiziale, con un accordo assistito da un avvocato, oppure il giudizio di divisione davanti al tribunale. La prima è sempre preferibile per tempi, costi e preservazione dei rapporti familiari. La dichiarazione di successione: tempi e adempimenti La dichiarazione di successione va presentata entro 12 mesi dall'apertura della successione. Il mancato rispetto di questo termine comporta sanzioni. Quando l'eredità comprende immobili, alla dichiarazione di successione seguono la voltura catastale e la trascrizione presso la conservatoria — adempimenti che spesso vengono trascurati e che possono bloccare una futura vendita. Quando l'immobile ereditato ha irregolarità Prima di vendere un immobile ricevuto in eredità nella provincia di Venezia o Treviso è necessario verificare che sia in regola dal punto di vista urbanistico e catastale. Un immobile con abusi non sanati non può essere compravenduto regolarmente — e scoprirlo dopo aver già trovato un acquirente può causare la perdita della vendita e danni economici seri. L'Avv. Daniela Lombardo assiste privati nella gestione delle successioni nella provincia di Venezia e Treviso, con particolare attenzione alle eredità che comprendono immobili.
Controversie condominiali a Venezia e Treviso: come tutelarsi
Pubblicato su IUSTLABIl condominio è uno degli ambiti dove nascono più controversie tra privati. Nella provincia di Venezia e Treviso — con un patrimonio immobiliare fatto di molti edifici degli anni '70 e '80 ora in fase di ristrutturazione — le liti condominiali sono in aumento, soprattutto per lavori straordinari, Superbonus e ripartizione delle spese. Le controversie più frequenti nel Veneto Nell'area di San Donà di Piave, Jesolo, Meolo, Paese e Treviso le controversie condominiali più comuni riguardano: delibere per lavori straordinari contestati, ripartizione delle spese tra proprietari e inquilini, morosità di singoli condomini, infiltrazioni e danni da parti comuni, installazione di impianti fotovoltaici e climatizzatori. Il Superbonus ha moltiplicato le liti condominiali Negli ultimi anni il Superbonus 110% ha generato un numero elevato di controversie condominiali in tutto il Veneto. Delibere approvate con quorum contestati, lavori iniziati e non completati, responsabilità per i debiti contratti dall'amministratore — sono situazioni che stanno arrivando sempre più spesso davanti ai tribunali di Venezia e Treviso. Come tutelarsi La via stragiudiziale — mediazione o negoziazione assistita — è spesso la soluzione più efficace per le controversie condominiali. Permette di risolvere la lite in tempi molto più rapidi rispetto al giudizio ordinario, con costi ridotti e preservando i rapporti con i vicini. In molti casi è anche obbligatoria per legge prima di procedere in giudizio. I termini da rispettare Le delibere condominiali vanno impugnate entro 30 giorni dalla comunicazione. Le azioni per danni da parti comuni hanno termini diversi a seconda della natura del danno. Aspettare troppo può precludere la possibilità di tutela — in caso di dubbi è fondamentale consultare un avvocato tempestivamente. L'Avv. Daniela Lombardo assiste condomini, proprietari e amministratori nella provincia di Venezia e Treviso.
Testamento scoperto tardi? Vale comunque: lo conferma la Cassazione Cass. Civ., Sez. II, Ord. 30 marzo 2026, n. 7679
Pubblicato su IUSTLABLa Cassazione ribadisce un principio chiaro: una volta accertata l'esistenza di un testamento validamente pubblicato, la successione testamentaria prevale su quella legittima. Sempre. Anche se il testamento viene scoperto dopo che l'eredità si era già avviata ab intestato. Il fondamento è l'art. 457 c.c.: il testamento è fonte primaria della delazione ereditaria, la legge è residuale. Cosa significa in pratica Chi ha già accettato l'eredità come erede legittimo potrebbe dover ridiscutere la propria posizione. I beni già distribuiti potrebbero essere rivendicati dai beneficiari testamentari. La prevalenza del testamento opera retroattivamente dall'apertura della successione. Per questo, prima di qualsiasi divisione ereditaria, è essenziale verificare l'esistenza di testamenti tramite il Registro Generale dei Testamenti.
Eredita': accettare o rinunciare? quello che devi sapere prima di decidere
Pubblicato su IUSTLABQuando si perde una persona cara, le questioni pratiche non aspettano. Una delle prime decisioni da affrontare è se accettare o rinunciare all'eredità — e sbagliare può avere conseguenze economiche serie. Perché non è sempre conveniente accettare L'eredità non è fatta solo di beni: comprende anche i debiti del defunto. Chi accetta senza informarsi rischia di ritrovarsi a rispondere con il proprio patrimonio dei debiti ereditati — mutui non estinti, debiti fiscali, fatture non pagate. L'accettazione con beneficio d'inventario Esiste uno strumento che molti non conoscono: l'accettazione con beneficio d'inventario. Permette di accettare l'eredità limitando la responsabilità per i debiti al valore dei beni ereditati. È la scelta più prudente quando non si ha un quadro chiaro della situazione patrimoniale del defunto. La rinuncia Rinunciare all'eredità significa non acquisire né beni né debiti. Va fatta davanti a un notaio o al cancelliere del tribunale entro dieci anni dall'apertura della successione, ma attenzione: se si è già compiuto atti di gestione dei beni ereditari, la rinuncia potrebbe non essere più possibile. Il caso dei beni immobili Quando l'eredità comprende immobili — casa, terreni, capannoni — la gestione si complica. Occorre verificare la regolarità catastale e urbanistica, l'eventuale presenza di ipoteche, e coordinare la dichiarazione di successione con i tempi del rogito se si intende vendere. Eredi che non trovano accordo Tra i casi più delicati ci sono le successioni con più eredi in disaccordo. La divisione ereditaria può avvenire in modo stragiudiziale — con un accordo tra le parti — oppure tramite il tribunale. La via stragiudiziale è sempre preferibile: costa meno, è più rapida e preserva i rapporti familiari.
Delibera condominiale illegittima: come impugnarla e in quanto tempo
Pubblicato su IUSTLABQuando un condominio decide la sostituzione dell'impianto di riscaldamento centralizzato, la delibera assembleare deve rispettare regole precise. Se qualcosa non va, i condomini hanno il diritto di impugnarla — ma i tempi sono strettissimi. Quando una delibera è impugnabile Una delibera condominiale può essere annullata nei seguenti casi: quorum assembleari non rispettati, errori nella convocazione dell'assemblea, lesione dei diritti di singoli condomini. Non tutte le irregolarità hanno lo stesso peso: alcune rendono la delibera nulla in assoluto, altre semplicemente annullabile su richiesta. Il termine di 30 giorni: perché è così importante Chi vuole impugnare una delibera ha solo 30 giorni dalla sua comunicazione per agire. Trascorso questo termine, anche una delibera irregolare diventa definitiva e vincolante per tutti i condomini. Non aspettare di "vedere come va" — ogni giorno perso è un'opportunità in meno di tutela. Il caso specifico del riscaldamento centralizzato La sostituzione o trasformazione dell'impianto centralizzato è una delle decisioni più delicate in ambito condominiale. Impatta su costi, comfort e diritti di tutti i condomini. Per questo la legge richiede maggioranze qualificate e una corretta informazione preventiva di tutti i partecipanti. Cosa fare se hai dubbi sulla delibera Se hai ricevuto la comunicazione di una delibera che non ti convince, il primo passo è una verifica legale rapida: controllare i quorum, la convocazione, il verbale. Un'analisi tempestiva può fare la differenza tra tutelare i tuoi diritti e perderli per sempre. L'Avv. Daniela Lombardo assiste condomini e proprietari nella provincia di Venezia e Treviso. Per una consulenza: 388 153 3616.
Locazione e sfratto a Venezia e Treviso: diritti e tutele per proprietari e inquilini
Pubblicato su IUSTLABIl mercato degli affitti nella provincia di Venezia e Treviso è in forte crescita — Jesolo, San Donà di Piave, Mestre e i comuni del Veneto Orientale vedono un numero crescente di contratti di locazione, sia residenziali che turistici. Con la crescita degli affitti crescono anche le controversie. Il contratto di locazione: la base di tutto Un contratto ben redatto è la principale tutela per entrambe le parti. Deve indicare chiaramente canone, durata, aggiornamento ISTAT, deposito cauzionale e condizioni di restituzione. I contratti scaricati da internet o copiati da altri spesso mancano di clausole fondamentali che poi costano cara. Morosità: cosa può fare il proprietario Il proprietario può avviare lo sfratto per morosità già dopo il mancato pagamento di un solo canone. La procedura prevede l'intimazione di sfratto e la citazione in udienza. I tempi nei tribunali di Venezia e Treviso variano — mediamente 6-12 mesi per ottenere il rilascio effettivo dell'immobile. Come accelerare i tempi Esistono strumenti per ridurre i tempi dello sfratto: la convalida immediata se l'inquilino non si oppone, il decreto ingiuntivo per i canoni arretrati, e la mediazione obbligatoria che in alcuni casi risolve la situazione senza arrivare al giudizio. I diritti dell'inquilino L'inquilino non può essere sfrattato senza un regolare procedimento giudiziario. Ha diritto alla manutenzione straordinaria a carico del proprietario e alla restituzione del deposito cauzionale salvo danni documentati. Le pressioni informali per lasciare l'immobile sono illegittime. Affitti brevi e turistici Nell'area di Jesolo e della costa veneziana gli affitti brevi e turistici sono in forte espansione. Hanno una disciplina specifica — diversa dalla locazione ordinaria — con obblighi fiscali, di sicurezza e di comunicazione alle autorità che vanno rispettati attentamente. L'Avv. Daniela Lombardo assiste proprietari e inquilini in materia di locazioni e sfratto nella provincia di Venezia e Treviso.
Titolo: Usucapione e confini nel Veneto Orientale: quando il possesso diventa proprietà
Pubblicato su IUSTLABChi vive nel Veneto Orientale — Meolo, San Donà di Piave, Jesolo, Musile di Piave, Noventa di Piave — conosce bene le controversie sui confini tra fondi agricoli e proprietà private. Terreni tramandati di generazione in generazione, confini mai formalizzati, recinzioni spostate nel tempo: sono situazioni frequenti in quest'area e spesso sfociano in contenziosi sull'usucapione. Cos'è l'usucapione L'usucapione è l'acquisto della proprietà attraverso il possesso continuato, pacifico e pubblico di un bene per un periodo stabilito dalla legge. Per gli immobili il termine ordinario è 20 anni. Chi ha posseduto un terreno o una porzione di fondo altrui per vent'anni, comportandosi come proprietario, può chiedere al tribunale il riconoscimento della proprietà. Quando i confini catastali non corrispondono alla realtà Nel Veneto Orientale è comune trovare immobili e terreni i cui confini reali non corrispondono alle mappe catastali. Questo accade per recinzioni spostate nel tempo, accordi verbali tra vicini mai trascritti, o errori storici nelle planimetrie. La mancata corrispondenza può bloccare una compravendita o una successione — e va risolta prima di procedere. Come si accerta l'usucapione L'usucapione si accerta tramite sentenza del tribunale, preceduta da una perizia tecnica che ricostruisce la storia del possesso. È fondamentale raccogliere prove — testimonianze, fotografie storiche, documenti — che dimostrino il possesso continuato nel tempo. L'Avv. Daniela Lombardo assiste privati in materia di usucapione e controversie sui confini nella provincia di Venezia e Treviso.
Conflitti tra vicini: la doccia notturna si può fare?
Pubblicato su IUSTLABSi tratta di una domanda banale ma in realta' e' una delle cause piu' frequenti di conflitti tra vicini. La risposta e' affermativa in quanto non esiste alcuna norma che vieti l'uso del bagno in orari notturni, inoltre l'igiene personale rientra tra i diritti fondamentali del condomino e il regolamento condominiale non nè può proibire l'uso a determinate ore. Ne consegue che il vero limite non e' l'orario ma il rumore. Infatti la legge guarda ad un solo criterio ovvero la normale tollerabilità delle immissioni sonore. Se l'uso della doccia o degli scarichi produce rumori anomali, ripetuti ed oggettivamente disturbanti oltre la normale soglia di tollerabilità solo allora si parla di illecito.
Sottotetto in condominio. Dibattito aperto
Pubblicato su IUSTLABNel dibattito condominiale il sottotetto rappresenta una delle aree piu' controverse. Molti lo danno per scontato come pertinenza dell'ultimo piano. La giurisprudenza invece ragiona in modo molto piu' rigoroso. Se il titolo di proprieta' non dice nulla, il sottotetto si presume condominiale. Non perche' sia piu' accessibile ma perche' puo' avere una funzione utile per l'intero edifico. Il sottotetto e' parte comune qualora ha dimensioni utilizzabili, ospita impianti comuni, contribuisce alla protezione e alla funzionalita' del fabbricato e non e' attribuito espressamente a un singolo condomino nei titoli di provenienza. Ne consegue che se anche l'accesso possa avvenire solo dall'ultimo piano il sottotetto comunque non e' di proprieta' esclusiva del proprietario dell'ultimo piano. Puo' appartenere al proprietario dell'ultimo piano solo se non e' praticabile, serve esclusivamente come camera d'aria isolante, non ha utilita' comune ed esiste un titolo chiaro che lo attribuisce a quell'unita'. Quindi il punto chiave non e' l'uso abituale ma la funzione oggettiva dello spazio.
Superbonus e Condominio: La Guida Completa alle Agevolazioni Fiscali 2026
Pubblicato su IUSTLABSuperbonus e Condominio: La Guida Completa alle Agevolazioni Fiscali 2026 Il Superbonus ha rappresentato una delle misure fiscali più rivoluzionarie degli ultimi anni per la riqualificazione degli edifici condominiali in Italia. Sebbene la sua fase più generosa si sia conclusa, è importante comprendere cosa resta di questa agevolazione e quali alternative sono disponibili per i condomìni nel 2026. Superbonus: La Situazione Attuale Nel 2026 il Superbonus scende al 65% ed è accessibile esclusivamente ai condomìni che hanno deliberato i lavori entro il 15 ottobre 2024, presentato la CILAS entro il 31 dicembre 2024 e completato almeno il 60% dei lavori entro la fine del 2025. Per tutti gli altri condomìni, questa misura eccezionale si è praticamente conclusa. L'unica eccezione riguarda i territori colpiti dal sisma a partire dal 24 agosto 2016 nei Comuni delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, dove il Superbonus al 110% rimane in vigore per interventi di ricostruzione, a condizione che le istanze siano state presentate prima del 30 marzo 2024. Le Agevolazioni Disponibili per i Condomìni nel 2026 La buona notizia è che, nonostante la fine del Superbonus ordinario, la Legge di Bilancio 2026 ha confermato i principali bonus edilizi mantenendo le aliquote del 50% per l'abitazione principale e del 36% per le altre unità. Queste misure rappresentano strumenti ancora molto vantaggiosi per i condomìni. Bonus Ristrutturazione Il bonus ristrutturazione consente di detrarre il 50% delle spese per lavori di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo sulle parti comuni degli edifici condominiali. Tra gli interventi ammissibili rientrano la sostituzione di infissi, il rifacimento di tetti e facciate, la cablatura degli edifici e la bonifica dall'amianto. Il limite massimo di spesa è fissato a 96.000 euro per unità immobiliare, con la detrazione ripartita in 10 quote annuali di pari importo. Ecobonus L'Ecobonus è dedicato agli interventi di riqualificazione energetica delle parti comuni condominiali. L'aliquota detraibile per il 2026 è del 36%, calcolata sulle spese sostenute sia da proprietari sia da altri soggetti aventi diritto . Gli interventi ammissibili includono il miglioramento dell'isolamento termico (cappotto termico), la sostituzione di impianti di climatizzazione con soluzioni più efficienti come le pompe di calore, e l'installazione di pannelli solari termici. È importante notare che dal 2026 sono escluse le spese per la sostituzione di caldaie alimentate esclusivamente a combustibili fossili, in linea con gli obiettivi europei di sostenibilità. Sismabonus Per gli interventi antisismici sulle parti comuni degli edifici condominiali, il Sismabonus prevede una detrazione del 50% per la prima casa e del 36% per le seconde case . Gli interventi possono comportare il passaggio a una o due classi di rischio sismico inferiore, con un limite di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare. Bonus Mobili ed Elettrodomestici Il bonus mobili è stato prorogato per il 2026 con detrazione al 50% su una spesa massima di 5.000 euro per ciascuna unità immobiliare. Questa agevolazione è subordinata all'esecuzione di un intervento edilizio agevolato e l'acquisto deve avvenire successivamente alla data di inizio lavori. Come Funziona la Detrazione nei Condomìni Nel contesto condominiale, il meccanismo funziona in modo specifico. Le detrazioni vengono ripartite tra tutti i condomini in base ai millesimi di proprietà. Ogni proprietario detrae la propria quota in dieci rate annuali di pari importo nella dichiarazione dei redditi. Per beneficiare dell'aliquota maggiorata del 50%, è necessario che: L'intervento riguardi l'abitazione principale del condomino Il proprietario sia titolare di un diritto reale di godimento sull'immobile L'immobile sia adibito ad abitazione principale I pagamenti devono essere effettuati tramite bonifico "parlante", che contenga tutti i dati richiesti dalla normativa fiscale per la tracciabilità delle spese. L'Iter Decisionale in Assemblea Per avviare lavori condominiali con i bonus fiscali, è necessaria una delibera assembleare. La normativa prevede quorum facilitati per gli interventi di riqualificazione energetica e antisismica: è sufficiente la maggioranza degli intervenuti in assemblea che rappresenti almeno un terzo del valore millesimale dell'edificio. Questa regola favorisce le decisioni rispetto alle maggioranze ordinarie previste dal codice civile, rendendo più agevole l'approvazione di interventi importanti per la riqualificazione dell'edificio.
Il preliminare di vendita vale come accettazione tacita di eredita' Cassazione Civ. Sez.II n.9436 del 10 aprile 2025
Pubblicato su IUSTLABLa recente Corte di Cassazione con l'ord. n.9436 del 10 aprile 2025 ha stabilito che se il chiamato all' eredita' firma un preliminare di vendita di un bene ereditario si ritiene che egli abbia accettato tacitamente l'eredita' di cui si tratta. La firma del preliminare di vendita di un bene ereditario costituisce un atto incompatibile con la volonta' di rinunciare e presuppone la qualita' di erede. Nessun inadempimento per la mancata trascrizione dell'accettazione ma il promissario acquirente potra' agire ex art.2932 c.c. ed ottenere il trasferimento.
Assegno unico
Centro Coworking Meolo (VE) - 9/2025Assegno unico universale: cosa sapere davvero Molte famiglie hanno ancora dubbi sull'Assegno unico Universale: chi ne ha diritto? Quanto spetta? Come si richiede? Possono ottenerlo tutti i nuclei con figli a carico fino ai 21 anni (senza limiti se disabili) L'importo varia in base all'ISEE e cresce in presenza di maggiorazioni (figli disabili, madri under 21, famiglie numerose) La domanda si presenta online sul sito INPS o tramite patronato, ma attenzione senza ISEE aggiornato si rischia di ricevere meno del dovuto • Molti errori comuni – come non comunicare cambiamenti familiari (nascita, separazione, ecc.)- possono far perdere soldi importanti • In sintesi l'Assegno Unico e' un aiuto concreto ma va gestito con attenzione. Se ha dubbi sulla tua situazione specifica confrontati con un professionista, cio' puo' evitarti sorprese. • • Assegno unico e separazione: chi lo prende • uno dei dubbi piu' frequenti dopo una separazione riguarda proprio chi percepisce l'assegno Unico Universale? • La regola generale : l'importo viene diviso al 50% tra i due genitori indipendentemente da chi ha fatto domanda. • In caso di Affidamento esclusivo l'assegno spetta interamente al genitore affidatario. Se entrambi i genitori concordano puo' essere corrisposto interamente a uno solo ma attenzione questo andraà segnalato all'Inps. • • E' importante aggiornare la propria situazione familiare all'INPS, in difetto l'ente puo' bloccare o ridurre i pagamenti. • Inoltre e' bene ricordare che l'assegno unico non sostituisce l'assegno di mantenimento in quanto sono due strumenti diversi. • • Riassumendo con la separazione l'assegno resta sempre un diritto dei figli, ma va gestito correttamente per evitare errori e conflitti. • • Dopo un divorzio molti genitori si chiedono chi riceve l'assegno unico? • • in primis vanno chiarite alcune regole: • l'assegno unico e' un diritto dei figli e non dei genitori • in caso di divorzio l'importo viene in genere suddiviso al 50%tra i due genitori • la domanda può essere presentata da uno solo dei genitori ma l'altro deve confermare la scelta della ripartizione. • Ci sono alcune eccezioni • in caso di affidamento esclusivo l'assegno spetta interamente al genitore affidatario; oppure vi e' l'accordo tra i genitori per cui e' possibile che solo uno percepisca l'intero importo ma deve risultare dalla domanda INPS • In caso di mancata potesta' genitoriale o estraneita' l'assegno andra' solo al genitore che si occupa del minore. • Errori da evitare: • non aggiornare l'ISEE dopo il divorzio • Non comunicare all'INPS i cambiamenti familiari • Confondere l'assegno unico con l'assegno di mantenimento L'assegno unico e' un aiuto importante ma spesso errori o ritardi burocratici fanno perdere soldi alle famiglie. Se hai dubbi sulla situazione specifica un confronto con un legale o un consulente esperto può evitarti brutte sorprese.
Separazione e casa di famiglia nel Veneto: chi resta e chi va
Pubblicato su IUSTLABLa separazione è sempre un momento difficile. Quando la coppia ha acquistato una casa insieme — situazione molto comune nel Veneto, dove la proprietà immobiliare è radicata culturalmente — la gestione dell'immobile diventa spesso il nodo più complesso da sciogliere. Chi ha diritto a restare nella casa familiare La legge privilegia il genitore affidatario dei figli minori. Anche se la casa è di proprietà dell'altro coniuge o in comproprietà, il giudice può assegnare la casa familiare al genitore con cui vivono i figli. Questo diritto prevale sulla proprietà — e può durare fino alla maggiore età dei figli. Casa in comproprietà: cosa succede Quando la casa è intestata a entrambi i coniugi, la separazione non scioglie automaticamente la comproprietà. I coniugi restano comproprietari fino a quando non raggiungono un accordo sulla divisione o vendita, oppure fino a sentenza del tribunale. Questa situazione può durare anni e bloccare entrambi. Il mutuo: chi paga dopo la separazione Se sulla casa c'è un mutuo cointestato, entrambi i coniugi restano obbligati verso la banca indipendentemente dagli accordi di separazione. Chi lascia la casa e smette di pagare espone l'altro a gravi conseguenze. È fondamentale regolare questo aspetto nell'accordo di separazione. La soluzione stragiudiziale Nel Veneto Orientale molte separazioni si gestiscono tramite negoziazione assistita — un accordo tra i coniugi con l'assistenza dei rispettivi avvocati, senza passare dal tribunale. È più rapida, meno costosa e preserva i rapporti, soprattutto quando ci sono figli. L'Avv. Daniela Lombardo assiste in materia di separazione e gestione del patrimonio immobiliare familiare nella provincia di Venezia e Treviso.
Leggi altre credenziali (11)
Lo studio
Daniela Lombardo
Via Ca Corner 41
Meolo (VE)