Avvocato Antonio Maria Manco a Galatina

Antonio Maria Manco

Tributario e Crisi d'impresa-Sovraindebitamento

Informazioni generali

Avvocato del foro di Lecce, ho maturato la mia esperienza occupandomi per anni di Crisi d’impresa e risanamento dei debiti in favore di consumatori e aziende, nonché di contenzioso tributario. Ho frequentato la Scuola di alta formazione e specializzazione dell’avvocato tributarista dell’UNCAT. Dal 2018 ho la qualifica di Gestore della crisi da sovraindebitamento. Ho scritto articoli in materia tributaria per riviste giuridiche telematiche. Sono autore di manuali in materia di risanamento dei debiti tributari e di accordi con il Fisco per case editrici nazionali. Sono stato relatore in convegni patrocinati da Ordini professionali

Esperienza


Aste giudiziarie

In qualità di avvocato che gestisce ordinariamente questioni di diritto tributario, bancario, crisi d'impresa e sovraindebitamento, mi occupo con frequenza anche dell'assistenza e della difesa del debitore nell'ambito delle procedure esecutive


Diritto tributario

Mi occupo di contenzioso tributario dal 2015, avendo all'attivo numerosi giudizi con impugnazione di avvisi di accertamento e di cartelle di pagamento. I risultati raggiunti nel tempo sono stati molto spesso ottimi, grazie a sentenze delle Corti di Giustizia tributaria favorevoli ai contribuenti miei assistiti. Ho frequentato la Scuola di alta formazione e specializzazione dell’avvocato tributarista dell’UNCAT. Negli ultimi 4 anni ho approfondito in maniera specifica gli istituti della TRANSAZIONE FISCALE, avendo anche scritto 3 manuali sull'argomento e diversi articoli giuridici su testate nazionali.


Sovraindebitamento

Sono abilitato come Gestore della crisi e del Sovraindebitamento dal 2018 e ho gestito numerosi incarichi che mi sono stati affidati sia da parte di OCC che direttamente dal Tribunale. Sono inoltre quasi 10 anni che gestisco in maniera assidua e continuativa fascicoli di Crisi d'impresa e Sovraindebitamento in qualità di Advisor (cioè di avvocato di parte) e ho all'attivo numerose Sentenze di omologa di piani di risanamento dei debiti sia per privati che per imprese.


Altre categorie

Diritto bancario e finanziario, Diritto commerciale e societario, Fusioni e acquisizioni, Fallimento e proc. concorsuali.



Credenziali

Speaker ad evento

La tutela del debitore nelle aste giudiziarie

IMMOBILI e FINANZA - Sviluppo e tutele patrimoniali - 1/2026

Come salvare il patrimonio immobiliare degli italiani, tutelandolo da inflazione, normative “green”, creditori e passaggi generazionali. Un convegno a Lecce tenta di fare chiarezza. Il 17 novembre si terrà a Lecce, Torre del Parco, un convegno dal titolo “Immobili e finanza”, aperto a operatori del settore e a semplici cittadini. *** Nel nostro Paese si è sempre investito in maniera considerevole nell’ambito del “mattone”. Il Rapporto Federproprietà-Censis, datato 12 dicembre 2022, certifica come gli italiani siano un popolo di proprietari. Il 70,8% delle famiglie italiane è proprietario della casa in cui vive (e il 28,0% di queste è proprietario di altri immobili). In effetti, l’Italia è uno dei Paesi con il più alto numero di proprietari di abitazioni: la proprietà immobiliare è un fattore costitutivo della nostra società, inscritto nel dna degli italiani. La proprietà non è una prerogativa solo dei benestanti: nel quinto delle famiglie più povere, il 55,1% è proprietario dell’abitazione in cui vive e la percentuale aumenta via via fino all’83,9% tra le persone più abbienti. La percentuale di famiglie proprietarie è più elevata tra le coppie con figli (73,9%) e tra i residenti nelle piccole città (il 76,1% nei comuni piccolissimi, fino a 2.000 abitanti, e il 74,3% in quelli con un’ampiezza demografica tra 2.000 e 10.000 abitanti). Inoltre, secondo l’indagine realizzata dal Censis, per il 91,9% degli italiani la casa è un rifugio sicuro, soprattutto dopo l’esperienza del Covid. L’89,7% si sente tranquillizzato dal fatto di essere proprietario dell’abitazione in cui vive. Per l’83,1% la casa riflette anche la propria identità e la propria personalità. E il 54,5% vorrebbe aiutare figli o nipoti ad acquistare la prima casa, perché l’immobile di proprietà resta la pietra angolare della sicurezza economica e esistenziale. Il patrimonio immobiliare degli italiani è tuttavia minacciato da una molteplicità di fattori economici, normativi e culturali. Il valore delle case è destinato infatti a ridursi nel tempo, ciò a causa della perdita di potere di acquisto da parte dei potenziali acquirenti a causa di tassi di interesse fuori controllo e un’inflazione galoppante da ormai almeno due anni. Soprattutto al Sud, poi, si assiste ad un grave calo demografico e ad una età media della popolazione sempre più elevata. Non solo: anche la normativa europea, da ultimo con la direttiva “case green” (con la quale si intende ridurre del 55% entro il 2030 le emissioni nocive rispetto ai livelli del 1990 e raggiungere le emissioni zero entro il 2050, attraverso la riqualificazione del parco immobiliare europeo e il miglioramento dell'efficienza energetica), comporterà costi talvolta proibitivi per i proprietari di case, con conseguente crollo del valore di quelle che non verranno messe a norma. Vi sono poi le problematiche relative all’indebitamento degli italiani ed ai conseguenti rischi di essere esposti ad azioni esecutive da parte di creditori, primi fra tutti banche e fisco. Le case in asta giudiziaria sono in continuo aumento e i creditori sempre più agguerriti. Tuttavia le tutele normative non mancano, per quanto spesso non siano adeguatamente conosciute dai più. Il convegno del 17 novembre intende pertanto fornire alcune risposte alle ampie e complesse domande che si pongono per il presente ed il futuro dei proprietari di immobili in Italia. Le tematiche trattate saranno numerose, ma tutte orientate a fornire chiavi interpretative idonee ad orientarsi fra le non poche difficoltà di cui si è accennato. Interverranno, fra gli altri: - Avv. Rosanna Cafaro, Giudice Onorario Tribunale di Brindisi - Avv. Antonio Tanza, Presidente nazionale ADUSBEF - Patrimonio immobiliare come fonte di reddito. - Avv. Antonio Maria Manco - La tutela del debitore nelle aste giudiziarie - Dott. Massimo Anglana, Notaio in Lecce - Il trust fra luci e ombre - Dott. Guido Zappatore - Cofidi - Finanza Agevolata per l’investimento immobiliare - Dott. Cesare Tarantino, Presidente CRESGA - La difesa del patrimonio come presidio contro l’impoverimento del territorio L’evento è patrocinato da importanti associazioni, sigle e soggetti economici che operano in Provincia di Lecce, fra cui: Kiron, Unipol Sai, Cofidi, Cresga, Metodo Legale, Confimi Industria, il Centro Studio per l’Arbitrato e le ADR. Infine, il convegno - aperto al pubblico – è rivolto sia ad operatori del settore che a semplici cittadini. L’inizio dei lavori è previsto per le ore 17.00.

Sentenza giudiziaria

Sospesa iscrizione di ipoteca da parte di Agenzia delle Entrate Riscossione

Sentenza Tribunale Lecce

Il nostro Cliente riceveva una comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria da parte di Agenzia delle Entrate Riscossione, per un debito di € 24.000,00. È stata così contestata la mancata notifica degli atti prodromici, la prescrizione dei crediti, la decadenza del potere di riscossione e diversi vizi formali degli atti. A fronte del rischio di vedere ipotecati i propri beni per un debito contestato, il ricorrente ha richiesto in via d’urgenza la sospensione dell’efficacia esecutiva degli atti, evidenziando come l’iscrizione ipotecaria sarebbe risultata illegittima qualora, a seguito del ricalcolo, il debito fosse sceso sotto la soglia di legge di € 20.000. RISULTATO COMPLESSIVO: Con provvedimento del Giudice del Lavoro dell’1 febbraio 2023, sono stati raggiunti i seguenti risultati: Sospensione della procedura ipotecaria: Il Giudice ha inibito ad Agenzia delle Entrate Riscossione di procedere all’iscrizione ipotecaria basata sulla comunicazione impugnata. Riconoscimento del “Periculum in Mora”: Il Tribunale ha ritenuto sussistente il rischio di un danno grave in ragione dell’entità dell’importo richiesto.

Sentenza giudiziaria

Annullato accertamento IMU con risparmio di € 9.000,00

Sentenza del 06/02/2024 n. 264/2024 - Corte Giustizia Tributaria 2° Puglia

Capita ormai sempre più spesso: alcuni Comuni, per fare cassa e aumentare le entrate tributarie, convertono alcune zone agricole in aree edificabili. Ciò consente di aumentare artificialmente il valore dei terreni, grazie all’aumento di IMU e TASI a carico dei cittadini. Al contempo, per i proprietari dei terreni, la nuova lottizzazione spesso non cambia nulla, permanendo l’impossibilità pratica di realizzare edifici o costruzioni di alcun tipo. Infatti, all'ampliamento delle aree edificabili previsto dal Piano Regolatore Generale, spesso non corrispondono i necessari “Strumenti di attuazione”. In tali casi, oltre al danno c’è la beffa: i terreni rimangono inedificabili ma vengono comunque tassati come se lo fossero. Come difendersi, dunque, in tali situazioni? La cosa più logica sarebbe quella di impugnare il regolamento comunale dinanzi al TAR. Tuttavia ciò comporta tempistiche molto strette e costi quasi proibitivi per il normale cittadino. Un'altra strada è quella dell’impugnazione dei singoli avvisi di accertamento che vengono notificati al proprietario dei terreni, per IMU e TASI non pagate. È ciò che abbiamo appunto fatto per un’azienda cliente dello studio. L’impresa aveva accumulato oltre 60.000 euro di debito con un Comune salentino a causa di imposte sugli immobili relative agli anni fra il 2018 e il 2024. I terreni in questione, pur formalmente edificabili, risultavano inutilizzabili per diverse ragioni, fra le quali l’assenza di un piano regolatore particolareggiato e la presenza di diversi vincoli paesaggistici. Nonostante i tentativi di mediazione, il Comune non aveva ceduto alle richieste di revisione dei valori dei terreni e, a un certo punto, aveva notificato gli avvisi di accertamento. Fino ad allora l’amministrazione locale aveva sempre avuto ragione dei proprietari che avevano provato a contestare la lottizzazione dei terreni nell’area, grazie a sentenze che avevano sempre giustificato le pretese comunali. Nonostante i pronostici sfavorevoli, l’azienda ha comunque contestato gli avvisi di accertamento e ha tenuto duro nonostante le prime sconfitte. Alla fine, con sentenza d’appello n. 4186/2024, la Corte di giustizia pugliese di secondo grado ha rideterminato il valore dei terreni edificabili in € 5/mq (a fronte degli € 30/mq richiesti dal Comune), riducendo notevolmente il valore venale dei beni e, quindi, gli importi dovuti. A seguito della sentenza d’appello il nostro Studio si è nuovamente messo in contatto diretto con l’amministrazione comunale ed ha così individuato un percorso condiviso, al fine di adeguare, sia per il passato che anche per il futuro, gli importi da versare ogni anno per IMU e TASI. Il risparmio conseguente a tale strategia è stato notevole: a parte la riduzione dell’IMU per circa € 9.000, collegata all’avviso di accertamento impugnato, (il Comune chiedeva oltre 13.000 euro), il cliente ha avuto vantaggi fondamentali soprattutto in prospettiva futura. Infatti, a seguito della sentenza favorevole, è stato possibile modificare stabilmente, anche per gli anni di imposta successivi, le pretese creditorie dell’Ente comunale.

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Lo studio

Studio Legale Tributario Manco
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Galatina (LE)

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