Avvocato Roberto Antonio Catanzariti a Isola del Liri

Roberto Antonio Catanzariti

Avvocato bancarotta e reati tributari a Milano

Informazioni generali

Avvocato penalista d’impresa a Milano, con esperienza in reati di bancarotta, reati tributari e responsabilità ex D.Lgs. 231/2001. Assiste imprenditori e società sin dalle indagini preliminari, incluse verifiche fiscali e attività della Guardia di Finanza, fino alla gestione delle misure cautelari e dei sequestri. Si occupa inoltre di procedimenti di estradizione e mandato di arresto europeo (MAE).

Esperienza


Diritto penale

Assisto imprenditori, amministratori e professionisti in procedimenti penali complessi, con particolare attenzione al diritto penale dell’impresa. Nel corso dell’attività professionale mi sono occupato di reati economici, societari e tributari, con analisi degli atti e della documentazione contabile e societaria. L’approccio difensivo si fonda sulla costruzione di strategie mirate e sulla gestione delle misure cautelari, con l’obiettivo di tutelare il patrimonio e la continuità dell’attività.


Truffe

Assisto clienti coinvolti in procedimenti per truffa, anche in ambito commerciale e professionale. Nel corso dell’attività professionale mi sono occupato dell’esame delle condotte contestate e delle modalità di rappresentazione dei fatti, con particolare attenzione agli elementi di inganno e alla formazione dell’errore della persona offesa. L’attività difensiva è orientata alla verifica dell’effettiva sussistenza degli artifici o raggiri e alla valutazione della rilevanza penale delle condotte.


Sostanze stupefacenti

Assisto clienti coinvolti in procedimenti in materia di sostanze stupefacenti, con particolare riferimento alle ipotesi di detenzione e traffico. Nel corso dell’attività professionale mi sono occupato dell’analisi delle modalità della condotta e della qualificazione giuridica dei fatti, anche ai fini della distinzione tra uso personale e finalità di spaccio. L’approccio difensivo è orientato alla verifica degli elementi del reato e alla valutazione della proporzione tra condotta e trattamento sanzionatorio.


Altre categorie

Usura, Antiriciclaggio, Cassazione, Diritto internazionale ed europeo, Malasanità e responsabilità medica.



Credenziali

Sentenza giudiziaria

Bancarotta fraudolenta documentale : la Corte di Appello di Milano assolve imprenditore .

Corte di Appello di Milano - Sentenza n.747 del 08.05.2025

La Corte d’Appello di Milano ha riformato una sentenza di condanna per bancarotta fraudolenta documentale, applicando il principio dell'oltre ogni ragionevole dubbio. Una chiamata di correo, se priva di riscontri esterni e individualizzanti, non è sufficiente a fondare una responsabilità penale ex art. 192, comma 3, c.p.p. La qualifica di amministratore di fatto non comporta l'automatica responsabilità per la sottrazione documentale senza la prova concreta della condotta. Il dolo specifico nel reato di bancarotta non può essere oggetto di presunzione basata sulla mera irregolarità gestionale.

Sentenza giudiziaria

La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere disposta dal Tribunale del Riesame di Milano su appello del p.m. per mancanza gravità indiziaria

Cassazione Penale Sent. Sez. 3 Num. 8658 Anno 2026 del 05.02.2026

La Corte di Cassazione ha ribadito che, nel procedimento cautelare, il Tribunale del riesame, pur non essendo tenuto a una motivazione rafforzata, deve comunque confrontarsi in modo critico con la decisione del giudice che ha escluso la misura, non potendo limitarsi a recepire le deduzioni dell’accusa senza un’autonoma valutazione del materiale probatorio e degli elementi favorevoli all’indagato. Sul piano sostanziale, la Suprema Corte chiarisce in modo netto la distinzione tra acquisto e importazione di sostanze stupefacenti, evidenziando come la mera conclusione di un accordo tra le parti, pur idonea a integrare l’acquisto, non sia di per sé sufficiente a configurare il delitto di importazione, che richiede invece una concreta e verificabile finalizzazione al trasferimento della sostanza nel territorio dello Stato. In tale prospettiva, l’accordo deve presentare caratteri di effettiva plausibilità e fattibilità, non potendo risolversi in una fase meramente programmatica o ipotetica. Ne consegue che anche il tentativo è configurabile solo in presenza di trattative univoche e concretamente idonee a realizzare l’importazione, dovendo il giudice accertare la reale esistenza di un’organizzazione operativa e la disponibilità della sostanza.

Pubblicazione legale

Cass. pen. n. 8658/2026: la gravità indiziaria quale limite invalicabile della misura cautelare personale

Legal Aid Società tra Avvocati srl

Nel sistema cautelare penale, la compressione della libertà personale rappresenta la più incisiva forma di anticipazione della tutela punitiva e, proprio per questo, richiede il rigoroso rispetto dei presupposti di legge. Una recente pronuncia della Corte di Cassazione (Sez. III, n. 8658/2026) torna a ribadire, con chiarezza, un principio che dovrebbe essere considerato intangibile: la gravità indiziaria non può essere costruita per approssimazioni logiche o per progressioni inferenziali, ma deve fondarsi su un compendio probatorio dotato di reale consistenza, concretezza e coerenza. La decisione assume particolare rilievo laddove censura il metodo valutativo del giudice del riesame, evidenziando come non sia sufficiente valorizzare elementi sintomatici di una possibile progettualità, se non si verifica, con rigore, la loro effettiva idoneità a superare la soglia della mera possibilità. Il punto è netto: non ogni convergenza di intenti, non ogni sequenza di comportamenti preparatori, è idonea a integrare il requisito della gravità indiziaria richiesto dall’art. 273 c.p.p. È necessario, invece, che il quadro indiziario: sia specificamente riferibile al fatto contestato presenti un livello di concretezza operativa sia idoneo a sostenere un giudizio di qualificata probabilità In difetto, il rischio è quello di anticipare la risposta cautelare su basi meramente ipotetiche, trasformando la misura da strumento di garanzia a indebita forma di anticipazione della pena. La pronuncia si inserisce in un orientamento che, se correttamente valorizzato, può rappresentare un presidio fondamentale per la tutela delle garanzie difensive, soprattutto nei procedimenti complessi che coinvolgono imprenditori, amministratori e operatori economici. In questi contesti, la verifica della tenuta del quadro indiziario non è un passaggio formale, ma il vero terreno su cui si gioca la legittimità della misura cautelare.

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