Difformità catastali e preliminare di compravendita immobiliare

Gennaio 2023




Caso legale: Si recava presso il nostro studio P.C. , la quale aveva appena sottoscritto un preliminare di compravendita immobiliare in qualità di promissaria acquirente. La stessa lamentava che, nonostante, nell'accordo fosse previsto l'impegno di andare a rogito entro un mese, a distanza di 5 mesi, nulla era ancora stato fatto. In sede notarile, il notaio aveva, infatti, rilevato alcune difformità catastali minori e rifiutava per questo di procedere all'atto. Dall'altro lato il promissario venditore rifiutava di sanare i vizi catastali, lamentando che la spesa era troppo alta. La questione veniva risolta in mediazione, le parti sottoscrivevano un nuovo accordo per cui la vendita sarebbe, comunque, avvenuta, ma ad un prezzo assai minore rispetto a quello dell'originario accordo preliminare. Mentre il promissario acquirente si sarebbe accollato tutte le attività di sanatoria. A permettere la compravendita è stata anche una Circolare del Consiglio Notarile, che specificava la distinzione tra difformità maggiori, che determinano la nullità dell'atto, e difformità minori, che determinano la possibilità di attivare la garanzia d'evizione.



Pubblicato da:


Paolo Vivaldini

Avvocato a Ghedi




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