Sentenza giudiziaria:
La causa è stata vinta perché il giudice ha riconosciuto che l’esclusione dei docenti con contratto a tempo determinato dalla Carta Docente è illegittima e discriminatoria. È stato accertato che non vi è alcuna ragione oggettiva per trattare diversamente i docenti precari rispetto a quelli di ruolo, dato che svolgono le medesime mansioni, hanno identiche responsabilità e sono soggetti allo stesso obbligo di formazione continua.
La difesa dell’avvocato è risultata particolarmente incisiva: ha ricostruito con chiarezza l’intero quadro normativo e giurisprudenziale, valorizzando le decisioni della Corte di Giustizia UE, del Consiglio di Stato e della Corte di Cassazione, tutte concordi nel ritenere illegittima la disparità di trattamento. La precisione nell’individuare i principi di non discriminazione e buon andamento della pubblica amministrazione ha rafforzato ulteriormente la posizione della ricorrente.
Grazie a questa impostazione solida e coerente, il giudice ha accolto integralmente il ricorso, riconoscendo il diritto alla Carta Docente per gli anni richiesti e condannando il Ministero dell’Istruzione e del Merito a renderla disponibile.